Tagli al sociale, sarebbero un autogoal

Tagli al sociale, sarebbero un autogoal

Welfare: per il volontariato i tagli al sociale sono sbagliati e inopportuni

Ancora tagli al welfare: dopo quelli alla sanità per 422 milioni di euro, ora si tagliano oltre 200 milioni del Fondo per le Politiche Sociali e per la Non Autosufficienza. Ma sono tagliati anche i fondi per i libri di testo, per il sostegno agli inquilini poveri, per l’edilizia sanitaria e scolastica.

“Scelte con cui il Governo sembra rassegnarsi al disagio sociale – afferma Alberto Franceschini presidente di Volontarinsieme CSV Treviso –  Una volta di più si assiste ad una non politica del Governo che da un lato approva una legge contro la povertà e dall’altro in contemporanea taglia le risorse al fondo per le politiche sociali che combattono proprio la povertà.”

L’Intesa tra Governo e Regioni del 23 febbraio scorso in attuazione della legge di bilancio riduce di 485 milioni i trasferimenti complessivi alle Regioni.

Almeno la metà dei tagli decisi  – sottolinea Alberto Franceschini –  colpisce le persone disabili, gli anziani non autosufficienti, i bambini poveri, ma anche le risorse per l’edilizia scolastica e sanitaria sono toccate”.

Per il mondo del volontariato queste politiche sono sbagliate e inopportune, perché non solo feriscono le persone più vulnerabili, negando diritti e inclusione sociale, ma paralizzano il Paese.

“È puro autolesionismo tagliare la spesa per le politiche sociali e sanitarie anziché utilizzarla come un formidabile investimento per creare sviluppo, innovazione e buona occupazioneprosegue Franceschini – Per questo anche il volontariato si impegnerà avviando una campagna di informativa che solleciti cittadinanza attiva per il rilancio del welfare sociale e sanitario a garanzia dei diritti delle persone e a sostegno di un nuovo sviluppo per il nostro Paese.

 

 

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