Famiglie e crisi economica: i primi risultati dell'indagine
L'indagine, condotta attraverso un questionario on-line, nata da una sollecitazione dell'Associazione Famiglie 2000 e condivisa dal Laboratorio Politiche familiari del Coordinamento delle associazioni di volontariato, vuole approfondire come hanno reagito le famiglie di fronte alle difficoltà e quali competenze hanno messo in campo.
Fino ad oggi sono state 290 le risposte ricevute, che corrispondono a 145 coppie o nuclei familiari residenti in provincia di Treviso, con un'età media di 41 anni (41,28 gli uomini e 40,77 le donne). Queste famiglie hanno vissuto, in relazione alla crisi economica, un grado moderato di difficoltà, indicando come punto di riferimento per il superamento dei disagi in prima battuta i parenti (85%), seguiti da amici (64%), associazioni di volontariato (54%), Chiesa (54%), e, a grande distanza, Servizi sociali (24%), Comune (16%), Stato/Regione (9%).
Le risorse materiali per superare ostacoli e difficoltà vengono soprattutto dal risparmio accumulato negli anni precedenti (53%) e solo in minima parte da fonti esterne: forme di credito al consumo (6%), prestiti di familiari (5%), prestiti bancari (3%), Servizi sociali (1%). La percezione della crisi ha favorito, anche se solo nei casi in cui le difficoltà sono state particolarmente lievi, l'adesione a forme di economia solidale, come i Gruppi di acquisto solidale, il Commercio equo, i Bilanci di giustizia, o semplicemente a reti di famiglie.
In conclusione di questa prima analisi si possono evidenziare alcuni spunti di riflessione:
1. Il presente è vissuto come occasione da cogliere (se va) e/o da subire (se non va); la prospettiva futura risulta sfuocata. Come conseguenza, la soddisfazione individuale e quella familiare diminuiscono.
2. I partecipanti interpretano le difficoltà economiche in prospettiva etica (Decrescita Felice e adesione a reti di economia solidale) se le difficoltà sono moderate; quando le difficoltà diventano un po’ più consistenti (in ogni modo non si tratta di povertà estrema!) la “Decrescita Felice” rimane fuori dalla prospettiva dei partecipanti.
3. Le difficoltà economiche portano le persone a “ritirarsi dalla rete sociale” con il conseguente impoverimento delle relazioni interne: l’effetto finale è di abbassare il ben-essere personale e familiare.
4. Traspare un concetto ambivalente di ottimismo:
da un lato dare speranza, ovvero una concreta prospettiva di impegno;
dall'altro vivere alla giornata, il che finisce per portare verso una sorta di fatalismo.
I risultati definitivi saranno pubblicati on-line, nei prossimi mesi, oltre che in queste pagine, nel sito dell'Associazione famiglie 2000 e del Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Famiglia (CIRF) dell’Università di Padova.
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Indagine famiglie: analisi risultati