Piani di zona. Partecipare per contare

Il volontariato trevigiano è da sempre attivo nei Piani di Zona. Certamente con alterne fortune, ma sempre con dedizione e passione.

Si sono riavviate, nello scorso autunno, le attività per la formulazione dei nuovi Piani di Zona. Si apre quindi, per il mondo del volontariato, un nuovo periodo di grande impegno in cui si dovrà essere presenti in modo incisivo, concreto e autorevole ai tavoli delle Aree del Piano di Zona dell’Aulss del nostro territorio.

Alcune domande per capire meglio di cosa parliamo.

Cos’è il Piano di zona?

Alcuni definiscono il Piano di zona come “il piano regolatore” dei servizi sociosanitari. Più semplicemente si tratta di un documento di programmazione territoriale di durata triennale, con il quale, in ciascun ambito territoriale, Comuni e Ulss mettono a punto le politiche sociosanitarie rivolte alla popolazione.

Cosa contiene?

Obiettivi precisi, azioni mirate, risorse dedicate, in armonia con il Piano regionale dei servizi alla persona e alla comunità.

A cosa serve?

A costruire un sistema integrato di interventi e servizi, attraverso la collaborazione di più soggetti. E, prima ancora, ad  approfondire i bisogni del territorio, riflettere sull’organizzazione dei servizi, elaborare nuove forme di intervento, destinare risorse aggiuntive.

Quali sono gli ambiti di competenza?

In base alla legge quadro sui Servizi sociali(328/2000) il Piano di zona deve contenere obiettivi di intervento in aree tipicamente sociali e in quelle dove si richiede una forte sinergia tra servizi sociali e sanitari: area famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizioni di disagio, donne e giovani, area persone anziane, area dipendenze, area salute mentale, area persone con disabilità, area povertà ed inclusione sociale.

Quali sono gli attori pubblici coinvolti?

Comune e Ulss, innanzitutto, con un ruolo di promozione, governo e direzione del processo di realizzazione del Piano. La Cabina di Regia è composto dal Presidente della Conferenza dei Sindaci, dai Presidenti dei Comitati dei Sindaci di Distretto, dal Direttore dei Servizi Sociosanitari dell’Ulss 2, dal Direttore UOC dei Servici Sociali e Sociosanitari dell’Ulss 2, dai Direttori dei Distretti Ulss (Treviso Nord, Treviso Sud, Asolo, Pieve di Soligo), dal Presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso, dal Presidente di Confcooperative – Federsolidarietà, dal Presidente Ass. Comuni della Marca Trevigiana, dai Segretari delle sigle sindacali. La Cabina di Regia promuove la programmazione partecipata, attivando gruppi di lavoro territoriali e gruppi di analisi e approfondimento per le diverse aree. Una volta redatto, il Piano viene sottoposto all’approvazione della Conferenza dei Sindaci e successivamente alla sottoscrizione di tutti i Comuni.

E la Regione?

La Regione, attraverso la programmazione, indica gli obiettivi prioritari a livello locale, destinandovi risorse specifiche, inoltre valuta la coerenza del Piano con le politiche regionali.

Quali sono gli “attori privati”?

Le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, le rappresentanze dei cittadini, le organizzazioni sindacali e le imprese. In particolare le associazioni sono fondamentali, in fase di programmazione, per identificare i bisogni non soddisfatti dalle azioni pubbliche, per far emergere i disagi sommersi e concentrare l’attenzione sulle aree di maggior fragilità. Sul fronte attuativo diventano una risorsa preziosa per la gestione di alcuni progetti e una voce importante in fase di valutazione dei risultati.

Strumento rigido o flessibile?

Nessuna rigidità; per la sua attuazione prevede, in ogni area, un gruppo di monitoraggio dove si incontrano periodicamente rappresentanti dell’Ulss, dei Comuni, del volontariato e i referenti tecnici dei progetti. Può anche accadere che alcuni progetti non si realizzino per mancanza di risorse, o che, al contrario, ne vengano inseriti altri se si attivano in itinere nuove risorse o specifiche sinergie

Ricerchiamo un’impresa per la gestione dei siti associativi

Volontarinsieme – CSV Treviso ha deciso di sostenere la realizzazione di un servizio che aiuti le associazioni a creare un proprio sito internet utile a dar loro maggiore visibilità.

A tal fine manifesta pubblicamente la propria intenzione all’apertura di una ricerca per l’individuazione di un’impresa che possa gestire gli sviluppi dei siti delle associazioni che ne facciano richiesta.

Per accedere alla procedura di individuazione è necessario inviare mediante PEC la “Manifestazione d’interesse”, debitamente compilata e firmata, entro e non oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione sul sito www.trevisovolontariato.org, e quindi entro il giorno 28 dicembre 2018, all’indirizzo direzione@trevisovolontariato.org in formato PDF.

Di seguito il modulo per la Manifestazione d’interesse ed il Regolamento per l’assegnazione incarico.

All’impresa aggiudicataria verrà affidato l’incarico come esplicitato nel Capitolato speciale d’appalto.

Scarica

Manifestazione d’interesse e Regolamento per assegnazione incarico

 

Bando Regione Veneto: invecchiamento attivo

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 1170 del 07 agosto 2018 si approva il Programma attuativo annuale di interventi di promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e i criteri e le modalità per il finanziamento delle azioni progettuali previste dallo stesso Programma.

Per leggere l’avviso e scaricare gli allegati potete cliccare il seguente link.

Attenzione: la scadenza del bando è prevista per il 4 ottobre

Nuovo finanziamento dalla Regione Veneto

La Giunta della Regione Veneto con delibera n. 814 del 8 giugno 2018 ha approvato l’avviso pubblico per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale promossi da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, iscritte ai Registri regionali (L.R. 40/93, art. 4 e L.R. 27/2001, art. 43). Attuazione dell’art. 72 del D.Lgs. 117/2017 – Codice del Terzo settore.

Potete leggere il provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del 15 giugno scorso.

Per leggere l’avviso e scaricare gli allegati potete cliccare il seguente link.

Attenzione: solo 30 giorni per presentare la domanda e la documentazione necessaria dalla data di pubblicazione sul BUR, a mezzo PEC all’indirizzo area.sanitasociale@pec.regione.veneto.it

Il nuovo Piano Socio Sanitario del Veneto.

Il volontariato trevigiano è tornato a confrontarsi sul nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Veneto, approvato lo scorso 19 Dicembre in consiglio regionale.

Giovedì 28 febbraio presso il Campus Treviso dell’Università Ca’ Foscari, abbiamo approfondito i contenuti del PSSR, grazie all’intervento e contributo di Ubaldo Scardellato, già Direttore dei Servizi Sociali nell’ex Usl 9.

Il  Volontariato trevigiano ha sempre espresso una posizione di costruttiva critica su alcuni elementi del Piano, rivolgendosi direttamente alla V Commissione regionale.

Abbiamo posto l’attenzione su alcuni aspetti che il volontariato reputa essenziali.

– si segnala in particolare la mancanza di un Direttore del Sociale nei Distretti cosa indispensabile per monitorare i bisogni e distribuire con efficacia i servizi;

– si sottolinea come la Conferenza dei Servizi debba avere un ruolo più centrale nel affrontare questioni prioritarie, non ultimi i Piani di Zona per i quali si stanno attendendo le linee programmatiche;

– si sollecita la costituzione degli Ospedali di Comunità dei quali si parla molto ma che non hanno visto piena realizzazione;

– si rileva l’urgenza di una digitalizzazione del sistema informativo del paziente (che consente la gestione più efficace di un “paziente”  e della sua storia clinica);

– si riporta l’attenzione sulle liste d’attesa e sulla gestione delle attività mediche intramoenia, sostenendo come forse si dovrebbero separare le carriere dei medici nel pubblico e nelle attività private;

– la difficoltà di efficientare le strutture dato il grave calo di medici;

– si richiama ad altre problematicità segnalate quali l’affollamento nei Pronto Soccorso e la “qualità dei servizi alberghieri affidati alle cooperative”;

– si rileva la necessità di circostanziare maggiormente gli ambiti di attività di Azienda Zero, il cui intervento nella determinazione di alcuni appalti locali rallenta e non assicura la qualità del servizio;

Questi sono alcuni punti emersi dopo mesi di approfondimento e di discussione, con esperti e associazioni che si occupano di servizi sanitarispiega Alberto FranceschiniRicordo anche la scelta proposta dalla riforma sanitaria che mira ad Ospedali ad alta specializzazione e ad altri per patologie meno importanti , che può essere buona se saranno curati maggiormente gli aspetti logistici come i trasporti degli utenti. Un problema che abbiamo sollevato più volte  riguarda anche le persone non autosufficienti per le quali si ritiene debba essere aumentato il numero delle impegnative, per gli accessi alle case di riposo. L’ente pubblico deve, a nostro parere, allargare il numero di soggetti che possono usufruire del supporto regionale, considerato l’aumento della popolazione anziana. Su questo punto sollecitiamo i  Sindaci a prendere posizione perché gli eventuali costi di soggetti o famiglie senza reddito,  ricadrebbero proprio sugli Enti Locali. Un ultimo punto che segnaliamo riguarda i migranti: con l’applicazione del decreto sicurezza, i migranti sprovvisti del riconoscimento dello stato di profugo  o del “permesso umanitario” perdono il diritto all’assistenza sanitaria, cosa a nostro parere molto grave perché può causare gravi pericoli per l’intera collettività.”

Documenti da scaricare:

Il Piano Socio Sanitario Regionale 2019 – 2023

Slides Dott. U. Scardellato

Amministratore di Sostegno

Volontarinsieme – CSV Treviso è da molti anni interessato ed impegnato in vari modi nel sostegno di progettualità legate all’amministrazione di sostegno.

L’anzianità costituisce una delle principali cause che portano all’attivazione della nomina di un amministratore di sostegno e questo perché, pur mantenendo gli stessi un’autonomia nei movimenti e nella capacità cognitiva, spesso si verificano difficoltà deambulatorie e di comprensione che impediscono di prendersi cura della totalità dei propri affari e interessi.

E’ quindi evidente il bisogno di sostegno ad opera dei familiari, dei servizi sociali e di coloro che volontariamente si mettono a disposizione degli altrui bisogni.

Tuttavia l’Amministrazione di Sostegno abbraccia una pluralità di situazioni, non relegate solo al comparto anziani. Questa tutela infatti è stata prevista per le persone prive in tutto o in parte di autonomia, nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana a causa di patologie psichiatriche o di menomazioni fisiche e per coloro che hanno dipendenze che impediscono la cura dei propri affari ed interessi.

Infatti l’intervento protettivo introdotto con la Legge 6 del 2004 prevede che il presupposto applicativo non sia solo la presenza dell’infermità mentale o la menomazione di vario genere, ma gli effetti, cioè, anche l’incapacità della persona a comprendere, a compiere delle scelte e a curare in modo adeguato i suoi interessi: questo amplia di gran lunga la fascia delle persone che possono essere segnalate per l’Amministrazione di Sostegno.

Volontarinsieme – CSV Treviso ha attivato uno sportello (volantino) al quale ci si può gratuitamente riferire per ogni tipo di informazione. Per contattare lo sportello è sufficiente telefonare allo 0422 320191.

Lo sportello è a disposizione anche per raccogliere le candidature di chi volesse impegnarsi come Amministratore di Sostegno. Sono previsti corsi di formazione per le persone che volessero approfondire la tematica.

Informazioni: sociosanitario@trevisovolontariato.org

 

MATERIALE CORSI DI FORMAZIONE 2019

Corso di Conegliano

Profilo Giuridico e Aspetti Legislativi

ADS e la relazione con i Servizi – 1

ADS e la relazione con i Servizi – 2

Corso di Castelfranco

Profilo Giuridico e Aspetti Legislativi – 1

ADS e la relazione con i Servizi – 1

ADS e la relazione con i Servizi – 2

Corso di Treviso e Motta di Livenza

Profilo Giuridico e Aspetti Legislativi – 1

Profilo Giuridico e Aspetti Legislativi – 2

ADS e la relazione con i Servizi – 1

ADS e la relazione con i Servizi – 2

STACCO TREVISO – Progetto di trasporto sociale

Con Decreto dirigenziale n. 229 del 30 dicembre 2014 la Regione Veneto ha deliberato un contributo finalizzato al sostegno del progetto STACCO (Servizio Trasporto e accompagnamento) per ciascuna delle province di Belluno, Treviso, Verona, Venezia e Vicenza.

Il contributo fu il frutto di un bando che la Regione emanò a ottobre con DGR n. 1967 del 31/10/2014, con cui si sollecitava l’invio da parte di sette soggetti del volontariato, uno per provincia, di altrettanti progetti di trasporto sociale, inteso come servizio offerto dalle organizzazioni di volontariato in rete a favore di persone svantaggiate rispetto alla mobilità ordinaria, quali per esempio persone anziane e disabili. Per la stesura di tali progetti la Regione Veneto ha stabilito, tra gli altri, il seguente criterio guida: «Storicamente si fa riferimento al modello di progetto “STACCO” dell’area bellunese che è stato già riprodotto, con le dovute specificità, in altri territori provinciali».

Volontarinsieme – CSV Treviso, parimenti ad altri quattro CSV del Veneto, ha visto riconosciuta la propria progettualità.

Insieme tali soggetti, leggendo i bisogni dei territori legati all’invecchiamento della popolazione e al perdurare delle difficoltà economiche per molte persone, hanno steso la Carta dei Servizi inerente i progetti, andando a definire le caratteristiche del servizio di trasporto: “il servizio consiste nel trasporto e accompagnamento dell’utente presso le strutture mediche e socio-sanitarie e non, luoghi di aggregazione o presso uffici al fine di effettuare visite mediche, esami e controlli pratiche di ufficio e attività ludico-ricreative” il “servizio di trasporto è svolto su richiesta dell’utente, in base ad un’esigenza occasionale e secondo le necessità dallo stesso espresse” (Cit.).

Nello stesso documento si è andata a definire anche l’utenza: “Il servizio è rivolto a tutte le persone anziane e/o disabili con oggettive difficoltà motorie o psichiche. È riservata particolare attenzione alle persone anziane e/o disabili che vivono sole, che presentano difficoltà di deambulazione e non sono del tutto autonome nell’uso di mezzi pubblici” (Cit.).

Nel corso di quella prima annualità si diede il via anche ad una modalità che diede ottimi risultati, ossia il periodico incontro dei rappresentati del progetto Stacco delle diverse province. Gli incontri sono stati tesi al miglioramento del servizio e alla condivisione di procedure e strategie territoriali.

Ricordiamo infatti come si siano raggiunte importanti definizioni condivise rispetto ad alcuni elementi comuni e distintivi del Servizio. Citiamo:

  • La Carta dei servizi Stacco;
  • La definizione delle caratteristiche di disagio dei possibili beneficiari del progetto Stacco;
  • Gli aspetti della rendicontazione;
  • Valutazione della qualità del progetto;
  • Il contesto territoriale;
  • I dati del trasporto sociale.

Il progetto è stato nuovamente finanziato per svolgere attività sino al 30 settembre 2017.

Caposaldo del progetto è l’assoluta gratuità per l’utente del servizio di trasporto.

Come funziona?

E’ disponibile in tutta la provincia di Treviso contattando il numero verde 800 685090, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 17.

Chi fa parte della rete?

  • Amici del Centro sociale Piazzoni Parravicini – Vittorio Veneto;
  • Carmen Mutuo Aiuto (Castelfranco);
  • Ce.Ri.A.Pe. Centro ricreativo anziani e pensionati (Roncade);
  • Coordinamento Treviso Sud (Mogliano Veneto);
  • La Fonte (Fontanelle);
  • Non voglio la luna (Paese);
  • Volontari Istrana (Istrana);
  • Circoli Auser:
    • Filo d’Argento (Asolo);
    • La torre (Casale sul Sile);
    • Il Nettuno (Conegliano);
    • Il ponte (Maserada);
    • Nuova Villa (Monastier);
    • Volontari Paese (Paese);
    • Il girasole (Povegliano);
    • Auser Treviso (Treviso);
    • Filo d’argento (Vittorio Veneto).
  • Associazioni Anteas:
    • Generazioni Solidali (Caerano San Marco);
    • Amici di Godego (Castello di Godego);
    • Attività solidale (Cavaso);
    • Con.t.e.a. (Conegliano);
    • Sole e sorriso (Maserada);
    • Anteas Montebelluna (Montebelluna);
    • Volontari San Martino (Paese);
    • Anteas Ponte di Piave (Ponte di Piave);
    • Anteas Possagno (Possagno);
    • Anteas San Biagio (San Biagio di Callalta);
    • Ass. Pensionati Anziani e Volontariato (San Fior);
    • Anteas Treviso (Treviso);
    • Accademia della Solidarietà (Vedelago).

 

 

La Scuola di Formazione Socio Politica

Il contesto territoriale della provincia di Treviso conosce dinamiche sociali e produttive in continua evoluzione, determinate dai processi di globalizzazione, dalle esigenze di innovazione e qualificazione delle strutture economiche, dal modificarsi del quadro demografico, dalla necessità di ridefinire le priorità delle scelte anche relativamente alla gestione dell’ambiente e del territorio.

Tale situazione è resa ancora più complessa sia per la velocità delle dinamiche evolutive che la caratterizzano, sia per il venir meno di punti di riferimento consolidati nel campo etico, economico, sociale e politico.

Tutto questo pone una sfida permanente alle istituzioni, alle associazioni di rappresentanza, al volontariato, volta prima di tutto a conoscere le nuove problematiche e poi a progettare le soluzioni conseguenti.
Da queste premesse, prende le mosse l’esigenza di realizzare dei percorsi di formazione socio-politica, che sorgono per iniziativa condivisa di diversi soggetti sociali del territorio, ciascuno dei quali opera in contesti e con compiti specifici.

Chi fa parte della Scuola…

La Scuola è il frutto di un patto tra diciassette realtà istituzionali e associative della provincia di Treviso, per promuovere formazione politica tra la cittadinanza. L’associazione è attiva dal 2005 e la costituiscono:

• Volontarinsieme – CSV Treviso
• Associazione Comuni della Marca Trevigiana
• CGIL Treviso
• CISL Treviso
• CNA Treviso
• Confartigianato Marca Trevigiana
• Confcooperative Treviso
• Confesercenti Treviso
• ACLI Treviso
• EBiCom – Ente Bilaterale del Terziario e Turismo
• Federmanager Treviso Belluno
• Forum Associazioni Familiari della provincia di Treviso
• ManagerItalia Veneto
• Pastorale Sociale e del Lavoro – Diocesi di Treviso
• UCID Treviso – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
• Unascom Confcommercio Treviso
• Unindustria Treviso

La Scuola negli anni…

La Scuola nel 2017: il lavoro che serve e che c’è

La Scuola nel 2016: fare società, attraversare il deserto

La Scuola nel 2015: fare società oltre la paura

La Scuola nel 2014: l’Europa dei popoli e dei giovani

La Scuola nel 2013: Economia Civile

La Scuola nel 2012: Valori in corso

La Scuola nel 2011: Valori in corso

Assemblea Volontarinsieme – CSV Treviso

A breve sarà convocata l’Assemblea di Volontarinsieme – CSV Treviso.

A seguire elenco di documenti utili all’incontro:

Giro di Boa – Progetto di sostegno dei Gruppi A.M.A.

Come è noto i gruppi di auto mutuo aiuto sono luoghi in cui persone unite da un obiettivo o da un’esperienza comune, possono condividere le proprie esperienze e quindi con il confronto trovare sostegno grazie al quale superare le proprie difficoltà utilizzando la propria crescita personale.

Il punto di forza del gruppo è proprio la cura della potenzialità personale di ogni partecipante. Ciò si potrà realizzare attraverso l’ascolto e il rispetto dell’altro, attraverso ciò che ognuno prende ed offre al gruppo. I gruppi di auto mutuo aiuto presentano una forte connotazione volontaristica, cioè si basano sulla buona volontà delle persone, in una relazione alla pari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’auto mutuo aiuto come l’insieme di “tutte le misure adottate da non professionisti per promuovere, mantenere o recuperare la salute – intesa come completo benessere fisico, psicologico e sociale – di una determinata comunità”.

Da molto tempo Volontarinsieme – CSV Treviso è impegnato nel sostegno dei Gruppi A.M.A. All’atto della stesura dei primi accordi con le Ulss del territorio ci si rese conto che non era patrimonio comune la mappatura dettagliata dei gruppi di auto aiuto e auto mutuo aiuto che contribuivano a favorire e/o mantenere le scelte individuali e/o collettive, relativamente alla salute ed alla promozione di stili di vita sani.

Il primo passo è stato quindi quello di avviare una mappatura nelle tre realtà Ulss della nostra provincia ed in seguito, una volta resa evidente la galassia di gruppi presenti, avviare corsi di formazione per diffondere la realtà dello strumento AMA, per aiutare la figura del “facilitatore” nei suoi diversi aspetti, per sostenere i gruppi nello svolgimento delle loro attività.

La mappatura è stata aggiornata su base provinciale, anche in ottica di armonizzazione con la Legge di riordino delle Ulss, all’inizio del 2017 ed a breve sarà pubblicata.

Per informazioni: sociosanitario@trevisovolontariato.org

Mappature

Mappatura territorio Aulss 2 Distretto di Treviso (ex Ulss 9)

Mappatura territorio Aulss 2 Distretto di Asolo (ex Ulss 8)

Mappatura territorio Aulss 2 Distretto di Pieve di Soligo (ex Ulss 7)

Guida per i rifugiati

Volontarinsieme – CSV Treviso in collaborazione con Anolf Treviso, Cittadini del Mondo, Circolo Hilal e Caritas Tarvisina ha presentato una guida per i profughi che arrivano sul nostro territorio. Si tratta di uno strumento utile, tradotto in cinque lingue, sia per i richiedenti asilo sia per gli operatori che con loro lavorano.

Si tratta della prima parte di un progetto più ampio che sia chiama “insieme nell’accoglienza” che punta a coinvolgere anche altri enti che, direttamente o indirettamente, sono interessati dall’accoglienza dei richidenti asilo. E’ un progetto che crediamo sia una strada virtuosa per poter gestire il fenomeno e dare soluzioni e buone pratiche ad un territorio e alle persone, vecchie o nuove, che vi abitano.

A breve sarà disponibile il Libretto personale a disposizione per ogni rifugiato.

Download

Guida per rifugiati

Bando microcredito

Il bando indica i criteri e le modalità per la presentazione al Centro di Servizio delle domande di finanziamento personale a soggetti in situazione di momentaneo bisogno.
Offre la possibilità alle OdV del territorio, iscritte al Registro Regionale, di sostenere economicamente e moralmente un proprio socio che versa momentaneamente in difficoltà finanziaria e si traduce nella possibilità per il destinatario, accompagnato all’Associazione di appartenenza, di accedere a finanziamenti avendo come garante il CSV.

Documenti utili

Testo del Bando

Domanda di finanziamento

Formulario

Dichiarazione socio

Volontariato On Air

La trasmissione “Volontariato On Air”, va in onda su Radio Veneto Uno 97.500

Radio Veneto Uno riserva una rubrica settimanale al volontariato trevigiano.
Di settimana in settimana un’organizzazione del territorio potrà raccontarsi ai microfoni della radio locale. Una bella iniziziativa per dare visibilità alle Associazioni e alle attività!

Volontariato on air sarà in onda tutti i giovedì alle 10.00
e in replica giovedì alle 16.30 e il sabato alle 14.30.

Per ascoltare le trasmissioni già andate in onda clicca qui.

Questi siamo noi 2016

Il bando finanzia la redazione e la stampa di materiale promozionale delle Associazioni, sia iscritte ai Registri Regionali che non iscritte, purché formalmente costituite e con lo statuto in linea con i principi del Volontariato.
L’intervento di Volontarinsieme – CSV Treviso, per un importo massimo di 500 euro, si intende riferito alle spese relative alla redazione e alla stampa di un pieghevole di presentazione dell’Associazione. Fermo restando il limite massimo stabilito, per esigenze diverse dal pieghevole Volontarinsieme – CSV Treviso si riserva di esaminare le proposte.
Tale finanziamento non può essere utilizzato quale integrazione delle spese di pubblicizzazione dei progetti sostenuti tramite il Bando per progetti a rilevanza territoriale locale 2015.

Documenti utili

Testo del Bando

Domanda di finanziamento

Canone Rai 2016 per Enti non profit

Ecco le informazioni per capire meglio come gestire i pagamenti.

Cambia qualcosa per il canone RAI delle associazioni?
Le associazioni che detengono televisori presso le proprie sedi rientrano nel regime “speciale” del canone RAI, insieme con gli alberghi, gli ospedali, le caserme, i negozi, ecc.
La legge di stabilità 2016 non ha previsto novità in materia di canoni “speciali”, quindi debbono ritenersi invariati i termini, gli importi e le modalità del 2015. Salvo comunicazioni dell’ultimo minuto quindi, il canone annuale TV per le associazioni dovrebbe essere pari a € 203,70 e l’importo per l’abbonamento alla radio dovrebbe essere pari a € 29,94 (vedi tabella canoni speciali RAI sezione E).
Cambia invece la modalità di disdetta perché dal 1° gennaio 2016 non è più possibile richiedere la disdetta per suggellamento degli apparecchi.

Come si paga?
Si può provvedere al pagamento tramite il bollettino di c/c postale n.2105 o con la domiciliazione bancaria precedentemente autorizzata dall’associazione.
Sempre per la radio e la televisione deve essere versata la tassa di concessione governativa nella misura di € 4,13 per la televisione e di € 0,70 per la radio tramite bollettino postale sul c.c. p. n° 8003 intestato all’Agenzia delle Entrate, Centro operativo di Pescara – tasse CC.GG. codice tariffa 7616.

I centri sociali anziani potrebbero essere esonerati?
E’ importante ricordare che i centri sociali anziani gestiti da Onlus o da Associazioni di Promozione Sociale le cui finalità rientrino nei principi più generali del sistema integrato di interventi e servizi sociali previsto dalla legge n.328 dell’8 novembre 2000 ed in particolare siano volte alla socializzazione ed all’integrazione delle persone anziane, sono esentati dal pagamento del canone annuo di abbonamento alle radiodiffusioni (art. 92 della Legge n.289 del 27 dicembre 2002).
L’esenzione è concessa previa richiesta annuale da presentarsi al S.A.T. – Sportello Abbonamenti alla Televisione di Torino – Casella postale 22 – 10121 Torino, allegando copia atto costitutivo e statuto.

E i computer, tablet, ecc.?
Per quanto riguarda i computer e gli altri device collegati, non è dovuto il canone TV se privi di sintonizzatore TV. Pertanto, ogni apparecchio originariamente munito di sintonizzatore (esempio: un televisore), anche se usato solo per guardare dvd, paga comunque il canone speciale.
Invece il classico computer connesso in rete, che in teoria consente la visione dei programmi RAI via Internet, è esente dal canone a meno che non sia anche sintonizzato con l’antenna televisiva o con la ricezione del segnale, terrestre o satellitare.

E le associazioni che non hanno TV?
Se l’associazione ha un contratto di energia elettrica, ma non detiene un televisore, non dovrebbe pagare il canone RAI. Nel caso in cui ci si accorga di un addebito in bolletta bisognerà contattare subito la RAI (al momento non sono state rese note le nuove procedure per l’invio delle dichiarazioni spontanee e per la richiesta di rimborso).

A chi chiedere informazioni?
Per risolvere eventuali dubbi, ci sono a disposizione diversi canali:
• Contattate la dott.ssa Marilisa Marian del CSV-TV.
• il servizio “Pronto la RAI“, che consente di prenotare online, attraverso il sito www.prontolarai.it un appuntamento telefonico per ricevere assistenza;
• il call center 199.123.000 (per le domande riguardanti i canoni speciali il servizio con gli operatori delle funzioni regionali è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00);
• il form online “Comunicazioni varie” sul sito dedicato al canone speciale RAI;
• il sito dedicato della RAI con informazioni, risposte, riferimenti normativi, esenzioni e tariffe.

Bando Formazione 2016

Il bando sostiene progetti di formazione proposti direttamente dalle Organizzazioni di Volontariato, preferibilmente d’intesa tra loro. Possono presentare domanda di finanziamento le Associazioni iscritta al Registro Regionale alla data di emanazione del presente bando.
Ciascun progetto, qualora approvato, potrà essere finanziato fino ad un massimo di 1.000 euro per le spese ritenute ammissibili.

Documenti utili

Testo del Bando

Formulario

Registro Presenze

Conferenza dei Servizi Ulss 8. Il valore della partecipazione

In base all’Art. 14, comma 4, Decreto Legislativo 502 del 1992, il Direttore Generale dell’Unità Sanitaria Locale ed il Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera convocano, almeno una volta all’anno, apposita Conferenza dei Servizi, quale strumento per verificare l’andamento dei servizi e per individuare ulteriori interventi tesi al miglioramento delle prestazioni.

Qualora il Direttore Generale non provveda, la Conferenza viene convocata dalla Regione.

Volontarinsieme – CSV Treviso in collaborazione con il Coordinamento della Castellana e Cittadini Volontari Coordinamento di Montebelluna e l’Aulss 8 hanno stabilito di collaborare nell’organizzazione della Conferenza dei Servizi dell’azienda Ulss 8.
Considerando come, in momenti di crisi, sia necessario unire gli sforzi e come la ridotta disponibilità economica aiuti a individuare le priorità da seguire, e quindi le scelte da fare, si è condivisa la necessità di una corresponsabilità delle varie parti sociali presenti all’incontro, nell’organizzazione non solo gli appuntamenti della Conferenza dei Servizi ma di tutto il percorso che porta alla loro concretizzazione.

Conferenza dei Servizi Ulss 9. Il valore della partecipazione

In base all’Art. 14, comma 4, Decreto Legislativo 502 del 1992, il Direttore Generale dell’Unità Sanitaria Locale ed il Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera convocano, almeno una volta all’anno, apposita Conferenza dei Servizi, quale strumento per verificare l’andamento dei servizi e per individuare ulteriori interventi tesi al miglioramento delle prestazioni.

Qualora il Direttore Generale non provveda, la Conferenza viene convocata dalla Regione.

Il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della provincia di Treviso e l’Aulss 9 hanno stabilito di collaborare nell’organizzazione della Conferenza dei Servizi dell’azienda Ulss 9.
Considerando come, in momenti di crisi, sia necessario unire gli sforzi e come la ridotta disponibilità economica aiuti a individuare le priorità da seguire, e quindi le scelte da fare, si è condivisa la necessità di una corresponsabilità delle varie parti sociali presenti all’incontro, nell’organizzazione non solo gli appuntamenti della Conferenza dei Servizi ma di tutto il percorso che porta alla loro concretizzazione.

Nel corso degli anni hanno fatto parte del gruppo di lavoro:

Alice Bandiera, Adriano Bordignon, Sergio Busarello, Giancarlo Cavallin, Daniela Costantini, Elisabetta Crosato, Luciano Damelico, Marina Damini, Andrea Dapporto, Marina De Bon, Alberto Franceschini, Sergio Leonardi, Mara Maccari, Rita Pillon, Emilio Tessarin, Rosanna Trentin.

L’evoluzione del nostro percorso…

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2015

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2015 – locandina

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2015 – contributi

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2014

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2014 – locandina

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2014 – contributi

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2013

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2013 – locandina

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2013 – contributi

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2012

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2012 – locandina

Conf. dei Servizi Ulss 9 del 2012 – contributi

Laboratorio Sociosanitario

È una storia che parte da lontano, quella del Laboratorio Sociosanitario e comprende oggi molteplici attività: il confronto continuo con le Ulss del territorio grazie alla partecipazione nell’organizzazione della Conferenza dei Servizi, alla partecipazione dei vari percorsi inerenti i Piani di zona, il progetto Giro di boa sulle esperienze di auto mutuo aiuto, il progetto sull’istituto dell’Amministratore di Sostegno, ed in passato lo studio e la diffusione della conoscenza del Piano Socio Sanitario Regionale e il progetto Una risposta per tutti, dedicato all’integrazione fra servizi sociali e sociosanitari nell’Ulss 7.

Fin dal 2004 il Coordinamento ha chiamato all’appello tutte le organizzazioni impegnate in ambito sociosanitario. Obiettivo: censire e valutare la presenza, il ruolo e il peso dell’associazionismo attivo in questo settore all’interno delle tre Ulss della provincia. La prospettiva a lungo termine dell’indagine era di ridefinire il rapporto tra associazioni e aziende sanitarie: in primo luogo quantificando e rendendo visibile l’effettivo apporto del volontariato a sostegno dei sistema sanitario locale nel rispondere ai bisogni dei cittadini, e in un secondo momento facendo valere il peso delle associazioni.

Il volontariato trevigiano non vuole sostituirsi alle istituzioni nella programmazione, né farne il “controcanto”, bensì rappresentare al meglio i bisogni della comunità e farsene portavoce. Questo significa affermare il diritto/dovere del volontariato di essere co-protagonista nella definizione di politiche pubbliche relative ai servizi sociosanitari; e contemporaneamente superare la frammentazione del volontariato, unendo le forze nell’analisi dei bisogni e nella progettazione delle risposte, senza rinunciare all’autonomia e all’identità di ciascuna associazione.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo il mondo del volontariato deve acquisire sempre maggior autorevolezza nei propri interventi.

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